Il nuovo inizio

Una progettualità innovativa, l’istituto religioso e il privato sociale che collaborano e costruiscono e concretizzano insieme idee nuove.

l progetto “L’Elba del vicino” nasce da una sana crisi: la comunità delle FMA lavora da più di 100 anni a Rio Marina e decide di sospendere la sua presenza, per ripensarla un po’. Anche nella dolorosa prospettiva di andarsene definitivamente e vendere la casa.

Un gruppo di laici e suore dà corpo a questo “ripensamento”. Comune denominatore del gruppo?  Amore ai giovani, alla storia, esperienze di lavoro educativo, pastorale e sociale, anche all’insegna dell’innovazione! E soprattutto nessuna idea-soluzione già precostituita.

Una ricerca-azione di circa un anno permette di conoscere la situazione da tanti punti di vista, aprendo un dialogo con la cittadinanza (associazioni e singoli cittadini) e creando una sorta di processo laboratoriale aperto per progettare un intervento capace di fondere il bisogno di costruire nuove relazioni tra generazioni, il bisogno di aumentare soprattutto nei giovani  autostima e capacità auto imprenditoriale, la reale possibilità data dall’accoglienza dei turisti, sia dal punto di vista economico che dal punto di vista della salutare contaminazione di conoscenze, emozioni, sentimenti, competenze che essa comporta.

Il progetto l’Elba del vicino, procede così proponendo una nuova modalità di organizzare la ricezione turistica. Le suore salesiane, Vedogiovane (cooperativa impresa sociale) e il CIOFS FP (ente di formazione professionale) che hanno condiviso la prima fase di ripensamento  e riprogettazione, si organizzano per l’apertura di un ostello a gestione partecipata. Obiettivo: dar vita ad un luogo di incontro, di socializzazione, di condivisione di idee, valori, conoscenze ed esperienze, così come di emozioni e sentimenti. L’Elba del vicino infatti vuol essere un ambiente capacitante, aperto non solo ai “forestieri” ma anche ai giovani e meno giovani del posto, dove imparare e sperimentare sul campo valori come il rispetto dell’ambiente, l’integrazione sociale e culturale, attraverso il lavoro e il “gioco”. Ancora, vorrà essere un luogo dove la formazione, il lavoro e il tempo libero sono vissuti secondo l’approccio del learning by doing, in contesti anche decisamente informali, ma ricchi e decisamente stimolanti.

Sperimentare una formula di accoglienza alternativa grazie alla quale il turista e i locali possano interagire in un’ottica di scambio e condivisione della bellezza e delle risorse del luogo e non solo di sfruttamento del territorio.

In questo luogo nessuno potrà considerarsi solo un cliente o un consumatore, ma piuttosto un creativo e responsabile attore di ogni esperienza lì condivisibile.

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